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Gli itinerari

Le zone coperte e che cosa contiene una scheda

Dove camminiamo, che cosa mettiamo su ogni foglio e che cosa lasciamo fuori, così sai prima di chiedere se una scheda fa per te.

Tappa 1Le zone coperte

Le schede coprono la Toscana dei centri storici e della campagna: percorsi che partono e tornano a piedi, senza bisogno di mezzi, dentro una giornata.

Un borgo di pietra su un crinale, con la campagna coltivata che scende a valle
Un borgo sul crinale con la campagna coltivata sotto: la scheda parte dalla porta del paese e torna alla stessa porta.

Ogni zona ha il suo cofanetto e le sue schede singole. Le zone che seguiamo oggi sono queste:

  • Lucca e la piana: il giro completo delle mura, i percorsi dentro il centro storico con le chiese e le corti, le ville e i borghi della piana raggiungibili a piedi dalle porte.
  • Le colline lucchesi: mulattiere tra oliveti e pievi, con i borghi in cima ai crinali e le fonti lungo la salita.
  • La Garfagnana: i borghi della valle e i sentieri di mezza costa, con il fondo che cambia spesso e le note sull'ombra che contano.
  • La Versilia collinare: i paesi a monte della costa, le cave viste da lontano, le strade bianche tra i castagni.
  • Il Chianti: strade bianche tra vigne e poderi, da un borgo all'altro, con i tratti esposti segnati con cura.
  • La Val d'Orcia e le Crete: crinali aperti, pochi alberi, molta luce: le schede dicono a che ora conviene partire.
  • Volterra e la Val di Cecina: il centro storico sulle sue mura e le discese verso la valle, con i ritorni in salita descritti a parole.

Se la zona che ti interessa non è nell'elenco, scrivicelo lo stesso nella richiesta: teniamo nota delle zone chieste più spesso quando decidiamo dove fare i sopralluoghi successivi.

Tappa 2Che cosa contiene una scheda

Una scheda è un foglio di carta spessa, piegato. Sul fronte la mappa disegnata a mano, sul retro le note. In testa, le cose che servono per decidere se partire.

Un oliveto che si apre sulla piana coltivata, con i monti sullo sfondo
Un oliveto che si apre sulla piana: sulla mappa è un gruppo di alberelli disegnati, sul retro è la tappa dove conviene fermarsi.

In testa al foglio

  • Lunghezza del percorso completo, andata e ritorno quando il percorso torna al punto di partenza.
  • Tempo a passo tranquillo, misurato camminando davvero, con le soste che una persona fa: davanti a una pieve, a una fontana, a un belvedere.
  • Dislivello descritto a parole: in piano; sale dolcemente; salita decisa ma breve; lunga salita con tratti ripidi. Chi vuole la cifra la trova in una riga più piccola, ma non serve per capire il percorso.
  • Fondo del sentiero, tratto per tratto: lastrico, sterrato, mulattiera con pietre mosse, strada bianca, erba di podere.

Sulla mappa

Le tappe numerate, nell'ordine in cui si incontrano. I segnavia che si trovano sul terreno, disegnati come appaiono. Le linee di quota, poche e chiare. I punti d'acqua con il simbolo della fontana. I tratti dove il percorso è esposto al sole a mezzogiorno, segnati con una linea più chiara a fianco del tracciato, e quelli in ombra al mattino. Una freccia del nord e la legenda in fondo, ripetuta anche in inglese.

Sul retro

Le note tappa per tappa: che cosa si vede, dove il fondo cambia, quale bivio è facile sbagliare e come riconoscerlo. Una riga su quando conviene partire nelle diverse stagioni. Il mese dell'ultimo sopralluogo, stampato in fondo, perché una scheda ha una data e chi la legge deve saperlo.

Tappa 3Che cosa non contiene

Una scheda dice quello che possiamo verificare camminando. Tutto il resto lo lasciamo fuori, per scelta e non per pigrizia.

  • Nessun orario di chiese, musei, fontane pubbliche o mezzi: cambiano più in fretta di quanto una ristampa possa seguirli, e un orario sbagliato su carta è peggio di nessun orario.
  • Nessuna prenotazione e nessun modo per farla: non prenotiamo alberghi, ristoranti o trasporti e non indichiamo dove farlo.
  • Nessun prezzo di terzi: né di ingressi, né di mezzi, né di locali lungo il percorso.
  • Nessun consiglio medico e nessuna valutazione di sicurezza personale: descriviamo il fondo, la pendenza e l'esposizione; decidere se il percorso è adatto a te, e con quali scarpe, resta a te.
  • Nessuna pubblicità: sui fogli non compaiono locali, alberghi o negozi a pagamento.

Quando un percorso attraversa un podere o un terreno privato aperto al passaggio, la scheda lo dice e chiede di richiudere i cancelli. Non è un servizio, è buona educazione messa per iscritto.

Tappa 4Come si legge la mappa

La mappa è disegnata a mano perché si legga in un colpo d'occhio, senza esperienza di carte topografiche.

Tetti in coppi di un borgo visti dall'alto, le case addossate una all'altra lungo il pendio
Tetti addossati lungo il pendio: sulla mappa il centro storico è un blocco tratteggiato con le vie principali, non ogni casa.

Il tracciato è una linea tratteggiata scura, sempre la stessa su tutte le schede. Le tappe sono cerchi numerati, e ogni numero corrisponde a un paragrafo del retro. I borghi sono blocchi tratteggiati con le vie principali; gli oliveti e i boschi sono gruppi di alberelli; le pievi hanno la loro piccola pianta. Le linee di quota sono poche, perché il dislivello è già raccontato a parole in testa al foglio.

Un segnavia disegnato sulla mappa è un segnavia che abbiamo trovato sul terreno all'ultimo sopralluogo. Se sulla mappa non c'è, all'incrocio non c'era. Il retro dice come riconoscere i bivi senza segnale: una fonte, un muro a secco, un cipresso isolato.

Le schede di un cofanetto usano tutte la stessa scala e gli stessi simboli, e la scheda di apertura mostra come i percorsi si toccano: chi vuole unirne due sa dove farlo.

Tappa 5Richiedi le schede

Dicci la zona che ti interessa: rispondiamo con l'elenco delle schede singole e dei cofanetti disponibili, e i tempi di spedizione descritti chiaramente.

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