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Come sono fatte

Come nasce una scheda, dal sopralluogo alla stampa

Sei passaggi, sempre gli stessi, e il motivo per cui una scheda viene ritirata e ristampata quando un sentiero cambia.

Tappa 1Il sopralluogo

Ogni scheda comincia sul terreno, non al tavolo. Chi scrive percorre l'itinerario per intero, con taccuino, matita e orologio.

Una loggia voltata di pietra, con la luce che entra a strisce dalle finestre
Una loggia in penombra: le tappe dentro un centro storico si annotano anche per la luce, perché a mezzogiorno d'estate contano.

Nel sopralluogo si annotano le cose che una carta stampata non dice: dove il fondo passa da lastrico a sterrato, dove una mulattiera ha le pietre mosse, quale bivio non ha segnavia e come si riconosce lo stesso. Si segnano le fontane che davvero danno acqua, i muri a secco che servono da riferimento, il cipresso isolato che si vede da lontano. Si prende nota di dove il sole batte e di dove l'ombra resta fino a tarda mattina.

Quando il percorso torna al punto di partenza, lo si cammina anche al contrario, perché un bivio facile in un senso può essere ingannevole nell'altro. Le foto servono solo alla redazione, per ricordare i dettagli quando si disegna: non finiscono sulla scheda.

Tappa 2La misurazione dei tempi

Il tempo scritto in testa alla scheda è misurato a passo tranquillo, con le soste che una persona normale fa davvero.

Non usiamo formule. Il tempo si prende con l'orologio, camminando senza fretta e fermandosi dove chiunque si fermerebbe: davanti a una pieve, su un belvedere, a una fontana. Quando è possibile, il percorso viene ripetuto in una stagione diversa, perché un sentiero di campagna con l'erba alta di maggio non è quello secco di settembre, e una salita al sole di luglio non è la stessa di ottobre.

Il dislivello viene descritto a parole nella riga principale: in piano; sale dolcemente; salita decisa ma breve; lunga salita con tratti ripidi. La cifra sta in una riga più piccola per chi la vuole, ma la scheda si capisce senza. Chi cammina poco può scegliere tra le schede dei centri storici e delle mura, quasi tutte in piano.

Tappa 3Il disegno della mappa

La mappa si disegna a mano su un foglio più grande di quello che verrà stampato, così le linee restano pulite dopo la riduzione.

Una capra bianca bruca l'erba in un prato di podere
Una capra al pascolo in un podere: se il percorso attraversa un terreno con animali, il retro chiede di richiudere i cancelli.

Si comincia dal tracciato: una linea tratteggiata scura, sempre la stessa su ogni scheda. Poi i cerchi delle tappe, numerati nell'ordine in cui si incontrano. Poi quello che serve a orientarsi e nient'altro: i borghi come blocchi tratteggiati con le vie principali, gli oliveti e i boschi come gruppi di alberelli, le pievi con la loro piccola pianta, le fontane con il loro simbolo. Le linee di quota sono poche e chiare.

I tratti esposti al sole a mezzogiorno hanno una linea più chiara a fianco del tracciato; quelli in ombra al mattino un'altra. La legenda in fondo spiega ogni simbolo, e la stessa legenda è ripetuta in inglese. Le note del retro si scrivono tappa per tappa, nell'ordine del cammino, con un paragrafo per numero.

Tappa 4La revisione sul posto

La bozza torna sul percorso prima di andare in stampa. La porta in tasca una persona diversa da chi l'ha scritta.

Chi rivede cammina con la bozza come farà chi la comprerà: senza sapere il percorso a memoria. Segna ogni punto in cui la carta e il terreno non coincidono, ogni bivio dove ha esitato, ogni nota che non ha capito al primo colpo. Se una descrizione del fondo è ottimista, la corregge. Se un tempo è stretto, lo allarga. Se un segnavia disegnato non c'è più, lo toglie.

Le correzioni tornano in redazione e la mappa viene ridisegnata dove serve. Solo a quel punto la scheda va in stampa. È il passaggio più lento del lavoro, ed è quello che fa la differenza tra una scheda che si legge e una che si interpreta.

Tappa 5La stampa

La scheda è stampata su carta spessa, opaca, che regge la matita e le mani umide. Si piega in modo che la mappa resti all'interno.

La carta non è plastificata, per scelta: una scheda si annota, si ripiega, si presta. La piega è studiata perché il foglio si apra sulla mappa intera senza dover girare nulla, e si richiuda con il titolo in vista. Il cofanetto di zona è di cartone rigido, con le schede in ordine e la scheda di apertura davanti. Sta nella tasca di uno zaino.

In fondo a ogni foglio è stampato il mese dell'ultimo sopralluogo. Una scheda ha una data, e chi la legge deve poterla vedere.

Tappa 6Ritiro e ristampa

Quando un sentiero cambia, la scheda viene ritirata dalla vendita, rivista con un nuovo sopralluogo e ristampata.

Un tratto chiuso, una deviazione, un fondo rifatto, una fontana che non dà più acqua: ognuna di queste cose fa uscire la scheda dalla vendita. Non correggiamo con un foglietto aggiunto, perché un foglietto si perde; rifacciamo il sopralluogo, ridisegniamo dove serve e ristampiamo con il mese nuovo in fondo.

Chi ha un'edizione ritirata può chiedere quella aggiornata scrivendo alla redazione con il titolo della scheda e il mese stampato in fondo. Chi cammina e trova una differenza tra la scheda e il terreno ci fa un favore a scrivercelo: molte ristampe partono da una lettera.

Tappa 7Richiedi le schede

Vuoi sapere quali schede sono disponibili per una zona? Scrivici: rispondiamo con l'elenco e i tempi di spedizione descritti chiaramente.

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